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PRIMA ONDA OFF·

PRIMA ONDA OFF·

PRIMA ONDA OFF·

PRIMA ONDA OFF·

PRIMA ONDA OFF·

14 / 16 ottobre 2026·

14 / 16 ottobre 2026·

14 / 16 ottobre 2026·

14 / 16 ottobre 2026·

14 / 16 ottobre 2026·

PRIMA ONDA OFF è lo spazio più libero e irregolare del festival. Una programmazione indipendente che accoglie nuove voci, scritture sceniche e forme di ricerca, lasciando spazio a esperimenti, visioni personali e traiettorie fuori rotta.

14 / ottobre
ore 19:30

TEATRO

di e con Alba Sofia Vella

WENDY DEVE CRESCERE

Chapitô Danisinni

14 ottobre, ore 19:30
Chapitô Danisinni

In una notte piena di mistero una piccola luce si accende, un’ombra sorge dalle tenebre e una bambina nasce.
Wendy accompagnerà il pubblico nei momenti più salienti della sua giovane vita. Crescendo si fa delle domande e si racconta al pubblico. Condivide alcune esperienze del suo mutare: la prima nuotata in solitario, l’ingresso a scuola, il menarca, il primo amore e le incognite del futuro.
Il tempo inesorabile, suo compagno, affianca la vita nel suo percorso e finalmente Wendy affronta il mondo nella sua ampiezza: la società è una nuova terra da esplorare. È normale aver paura ma vivere può essere una grande avventura. Wendy approderà nella vita adulta e come il capitano di una nave lascerà il pubblico con l’augurio di godere ogni giorno di nuove esperienze.

CREDITI
di e con Alba Sofia Vella
regia Aurora Miriam Scala

 

Alba Sofia Vella, classe 1997, è un’attrice e cantante. Studia canto polifonico e solista fino ai 18 anni. Si diploma nel 2019 presso l’Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa e si perfeziona al Teatro Due di Parma nel 2020. Lavora con artisti di fama nazionale e internazionale tra cui Giorgio Barberio Corsetti, Yannis Kokkos, Giampiero Solari, Paul Curran, Lina Prosa, Murielle Mayette-Holtz, Misha Van Hoecke e Leo Muscato. Nel 2023 scrive il suo primo testo, Wendy deve crescere. Nel 2024 scrive Cagne, che vince il Premio Opificio Incanti e Il tuo nome è donna – DAF Project.

Aurora Miriam Scala si diploma nel 2018 presso l’Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa. Inizia il suo percorso artistico come attrice, regista e drammaturga, dedicandosi in particolare al teatro ragazzi e al teatro civile. Con il monologo Itria ottiene il premio di Produzione della Fondazione Claudia Lombardi per il Teatro di Lugano. È stata impegnata nella Medea di Federico Tiezzi nel 2023 e nella Fedra di Paul Curran nel 2024 al Teatro Greco di Siracusa. Ha scritto il cortometraggio Vagnata.

Intero 8,50€ | Ridotto 6,50€

14 / ottobre
ore 21:30

TEATRO

di e con Italia Carroccio

FILOROSSO

Chapitô Danisinni

14 ottobre, ore 21:30
Chapitô Danisinni

Tre voci attraversano la scena: tre presenze diverse, tre prospettive sullo stesso dolore.
Una donna che si ribella.
Una madre che raccoglie ciò che resta.
Un’orfana speciale che prova a dare voce all’indicibile.
Queste tre figure non raccontano una storia lineare, ma frammenti di verità.
Filo Rosso è un monologo teatrale che attraversa le diverse voci che ruotano attorno alla violenza contro le donne: la vittima, la madre, l’orfana speciale.
Il filo rosso diventa elemento simbolico, ferita, legame, sangue, memoria e resistenza. Attraverso parole, azioni fisiche e immagini sceniche, lo spettacolo affronta il tema del femminicidio e delle sue conseguenze, trasformando il dolore in atto politico e teatrale.

CREDITI
di e con Italia Carroccio
Suoni e musiche Lucio Basile
Aiutoregia Lia Ceraulo
In collaborazione con Piccolo Teatro dei Biscottari e Spazio Marceau

 

Italia Carroccio è attrice della compagnia Sud Costa Occidentale, diretta da Emma Dante. Laureata con lode in Lettere Moderne all’Università La Sapienza di Roma, si forma parallelamente come attrice attraverso seminari e percorsi teatrali. Decisivo l’incontro con Carlos Riboty, attore e regista peruviano legato alla ricerca di Grotowski ed Eugenio Barba. Nel 1999 incontra Emma Dante a Palermo: dalla collaborazione nasce Il Sortilegio e prende forma la compagnia Sud Costa Occidentale. Recita, tra gli altri, in Insulti, La Principessa sul Pisello, La schifa serpentessa, L’arringa, Il filo di Penelope e mPalermu, vincitore del Premio Scenario 2001. Parallelamente conduce laboratori teatrali rivolti a minori e bambini e lavora in diversi progetti scolastici. Dal 2008, con la nascita dello spazio La Vicaria a Palermo, torna stabilmente in compagnia e si dedica anche al teatro per l’infanzia. Recita in Le Sorelle Macaluso, Bestie di Scena e Misericordia.

Intero 8,50€ | Ridotto 6,50€

15 / ottobre
ore 19:30

TEATRO

di e con Nunzia Lo Presti

PORTA - Foto di madri

Chapitô Danisinni

15 ottobre, ore 19:30
Chapitô Danisinni

Un’attrice in scena, tante figure di donne, che lottano contro il luogo comune e a volte lo assecondano loro malgrado, testimoniando in ogni caso il cambiamento che la maternità vive al giorno d’oggi. La “Porta” del titolo, oltre a segnare simbolicamente il senso del passaggio, indica anche lo specchio del parto, un momento nella vita di un essere umano che non ritornerà mai più uguale a sé stesso, un viaggio sempre singolare, perché fatto da sole, e personale, perché interessa la persona nella sua interezza.

Un viaggio in cui ogni nuovo inizio è una conquista che, per sua natura, diventa subito obsoleta, e ogni parola a proposito ha ancora bisogno di essere detta fuori dai denti, per dare voce e carne a uno dei temi in evoluzione della complessa società che viviamo: il femminile oltre le aspettative, il senso della scelta, la genitorialità nella società della performance.

Nunzia Lo Presti, attrice e autrice, originaria della provincia di Messina. Nel 2017 si diploma presso la Scuola delle Arti e dei Mestieri dello Spettacolo del Teatro Biondo di Palermo, diretta da Emma Dante. Negli ultimi anni ha stretto collaborazioni con la compagnia Daf diretta da Angelo Campolo (Tra Scilla e Cariddi, 96 ore) e con la Compagnia di San Lorenzo (L’arto fantasma di Michelangelo Zanghì). Ha scritto racconti brevi e testi per il teatro fra cui Nicolò che vuole essere chiamato Cola, una narrazione per attrice e violoncello, e Porta-foto di madri un monologo al femminile sul tema della genitorialità nell’epoca della performance.

CREDITI
di e con Nunzia Lo Presti
regia condivisa con Manuela Boncaldo
assistente alla regia Federica D’Amore
costumi Italia Carroccio
movimenti di scena Giorgia Di Giovanni
con il supporto della compagnia Il Castello di Sancio Panza

Intero 8,50€ | Ridotto 6,50€

15 / ottobre
ore 21:30

TEATRO

con Manuela Tuzzolino, Anton Giulio Pandolfo, Carlotta Pernicone

C’ERA UNA VOLTA IL BUIO

Chapitô Danisinni

15 ottobre, ore 21:30
Chapitô Danisinni

C’era una volta il buio è una storia d’amore, una storia d’amore tra un vivo e una morta che si contendono il lieto fine. Un lieto fine che, forse, però, mai sarà. Per nessuno. Nemmeno per me. È una fiaba, la mia, a cui ho deciso di strappare l’ultima pagina, non per crudeltà o come forma di auto sabotaggio, ma affinché possa essere lei a scegliere come finirsi, in autonomia, superandomi, magari, o magari no, magari fallendo, anche più di come avrei fallito io, sarebbe forse il più sincero atto di indipendenza. Fatto sta che sto promettendo una storia malata, fino al midollo, e senza alcuna speranza di guarigione, o, almeno, questo è quello che credo io, poi chissà, chissà se i miei personaggi sapranno tenermi testa, chissà se avranno il coraggio di spingersi oltre le parole che gli ho obbligato di sopra, chissà se riusciranno a curarsi da me una volta per tutte, chissà, mi chiedo, infine, se davvero ne sentiranno il bisogno.

CREDITI
testo Giuseppe Castelli
regia Giuseppe Castelli
in scena Manuela Tuzzolino, Anton Giulio Pandolfo
aiuto regia Carlotta Pernicone, Noemi Migliaccio

Intero 8,50€ | Ridotto 6,50€

16 / ottobre
ore 19:30

TEATRO

con Costantino Buttitta

IDIOTA

Chapitô Danisinni

16 ottobre, ore 19:30
Chapitô Danisinni

Un uomo entra in una stanza. Ha un cappotto abbottonato male, un quaderno sotto il braccio e una tazza di tè davanti a sé.
È il principe Lev Nikolaevič Myskin, appena tornato in Russia dopo anni trascorsi in Svizzera per curare la sua epilessia. È venuto per incontrare una famiglia, cercare un lavoro, ricominciare a vivere. Ma soprattutto è venuto per raccontare.
Myskin racconta un condannato a morte, un asino che gli ha restituito la gioia di vivere, una ragazza emarginata dal proprio paese, dei bambini che sembrano capire gli adulti meglio degli adulti stessi.
E mentre racconta, perde continuamente il filo. Un ricordo ne fa nascere un altro, una parola diventa un gesto, un ragionamento si interrompe per lasciare spazio a qualcosa di completamente diverso. Myskin è goffo, stralunato, ingenuo. A volte sembra non capire le regole del mondo. Altre volte sembra essere l’unico ad averle capite davvero.
La sua epilessia diventa anche una forma del racconto: la narrazione procede per scarti, accelerazioni, vuoti, ripetizioni e improvvise illuminazioni. Il ritmo della parola e quello del corpo si contaminano, passando dalla comicità al delirio, dalla tenerezza alla violenza.

CREDITI
con Costantino Buttitta
tratto dai capitoli V e VI de L’Idiota di Fëdor Dostoevskij
regia Emilio Ajovalasit
adattamento drammaturgico Costantino Buttitta
una produzione Teatro Atlante

Intero 8,50€ | Ridotto 6,50€

16 / ottobre
ore 21:30

TEATRO

con Flavia Monfrini

BALLATETTA - osservatorio poetico

Chapitô Danisinni

16 ottobre, ore 21:30
Chapitô Danisinni

Isabella Morra (1520-1545-46) nacque e crebbe in Lucania, a Favale, odierna Valsinni.
Petrarchista appassionata.
Solo tredici componimenti in versi sono arrivati fino a noi.
Il cuore di una poetessa suda e resta inesplorato. Dissotterrarlo per tentare di giungere a lei.
Ma fino a dove esattamente?
I versi di Isabella Morra ci hanno donato immagini, vibrazioni, coordinate di bellezza e mistero.
Voci alterne, interrotte, udibili negli abissi di un’eco lontana.
Poesia.
Luogo di condivisione.
Incontro. Sogno.
I nostri viaggi e le nostre storie, abitati da persone preziose e fuori dall’ordinario, hanno rafforzato il folle legame con i poeti.
La poesia insiste ancora oggi a dimostrarci che, forse, non sappiamo cosa farcene della nostra tanto agognata libertà.
La mancanza come ossessione in cui danzare; desiderio creatore di mondi possibili.
La poesia, nel senso etimologico di creazione, si appella al sacro potere del caos.
Spalanca le membra ad un mondo di mostri, uomini e dei.
Il linguaggio poetico non può ammettere scaffalature, etichette, tabù.
Difendere e alimentare l’informe, il meraviglioso, il magico. Dare voce alla vulnerabilità, al contatto sensuale, all’umanissimo e terrestre bisogno d’amore; sono queste per noi le urgenze del poeta, mostro tra i mostri.
Naufragare è il destino di chi amalgama presagi e ricordi.

CREDITI
uno spettacolo della Compagnia Lucipicuraru
con Flavia Monfrini
Drammaturgia Andrea Lapi e Flavia Monfrini
Regia Andrea Lapi
aiuto regia Paola Gusmano
costume di scena Naida Begeta
Produzione Ass. Cult. EROSIONI e Viagrande Studios

Intero 8,50€ | Ridotto 6,50€